La Via

“Le donne sono state sciamane sin dalla preistoria: datrici di Vita e di Morte, hanno dipinto grotte, creato vasellame e statuine, tessuto e cucito preghiere, cotto pane e dolci per le cerimonie, fermentato bevande, cantato, danzato e suonato il tamburo, attività che principalmente svolgevano per mantenere in salute e in equilibrio la comunità. […]

Il processo di sanguinamento mensile, insieme all’eventuale esperienza del parto vissuta lontano dai contesti medicalizzati della modernità, costituiscono il nucleo originario del training spirituale femminile, una sorta di sperimentazione continua di stati modificati di coscienza a cui la donna è biologicamente preparata. In questo nucleo risiede la capacità di vivere sciamanicamente all’incrocio tra i mondi, quel potere di percepire la realtà nella sua complessità, di cui è rimasta traccia indelebile nel noto e banalizzato concetto di “intuito femminile”.

Fin dall’inizio le donne hanno partecipato alla costruzione del linguaggio e della cultura, agendo ritualmente all’interno delle svariate comunità umane e non semplicemente contribuendo alla società nei termini di riproduzione/procreazione. In tutto ciò, studiando attentamente lo sciamanesimo femminile si può constatare che esso non dimora nella dimensione della trascendenza, ma si origina dal corpo delle donne in stretta relazione con il ciclo di vita, morte e rigenerazione, dando vita a società più pacifiche e ugualitarie, dove il sacro è vissuto nelle azioni quotidiane e in stretto contatto con la natura.” Estratto dal mio libro “Donne Sciamane”.

 

 

Le donne con le loro pratiche estatiche collettive guidavano questa visione della società dove non esistevano Religioni, non si creavano Istituzioni, non c’erano Verità assolute fondate su una qualche rivelazione. La Vita era Madre e la Madre era Vita nelle innumerevoli forme di Natura, dal piccolo insetto alla grande montagna, nei suoi aspetti benevoli e terrifici. Le donne erano onorate come emanazioni della vita e rispettate per tutti i doni che portavano alla comunità e gli uomini onoravano la Vita, fieri di essere al servizio di essa e non dell’accaparramento e della guerra.

Queste erano  le culture della dea, matriarcali in quanto portatrici di un modello in cui le Madri, quelle ancestrali e quelle in carne ed ossa, venivano considerate come origine del mondo. (Matri-arkè: in principio le Madri, in principio la Madre Terra) e queste SONO le società matriarcali perché ancora esistono sulla Terra come esempi di culture che trovano risposte creative ed egualitarie ai problemi di organizzazione sociale, economica e politica delle comunità umane. (VAI SU Laima per saperne di più).NOTA 1 Consiglio anche una visita al sito di Francesca Rosati Freeman per un approfondimento.
E’ importante sapere che lo sciamanesimo ha qui la sua origine e che è rimasto vivo in alcune delle culture native del pianeta che oggi sono tanto amate dai noi occidentali assetati di spiritualità non istituzionalizzata.
In questo momento storico è fondamentale per le donne ritornare alla propria dimensione sacra imparando a riattivare le capacità sciamaniche, così come per gli uomini è importante ritornare alla Madre in senso cosmico, riscoprendo un Maschile che torni ad onorare il Femminile. Il nostro mondo fondato sui valori del capitalismo e della dominazione, è solo il picco di un processo iniziato millenni fa con il genocidio delle culture antico-europee e mediterranee e con la conseguente sottomissione delle donne e la demonizzazione della loro spiritualità. Un mondo patriarcale che soffre lo squilibrio generato dalla mancanza di saggezza femminile.
La saggezza femminile si nutre di pratiche di spiritualità orientate alla Terra e ai suoi cicli naturali, pratiche rituali collettive che ci riportano ad una realtà alter-centrica e non più ego-centrica, insieme ad un lavoro di riconoscimento e di superamento di quegli stereotipi e modelli che il patriarcato ha imposto in primis alle donne nell’ambito della sessualità e della famiglia e che hanno poi permeato tutti gli aspetti della società.
Quel bosco di cui ci hanno insegnato ad avere paura, gli animali teneri e feroci, allo stesso tempo portatori di Vita e di Morte, gli accessi al mondo sotterraneo e i processi di discesa e rigenerazione, sono parte integrante della via Femminile, che non porta false promesse e richiede la conoscenza empirica, la conoscenza intellettuale e storica, tanto quanto quella estatica e intuitiva. Qui la Baba Yaga ci insegna l’impeccabilità e la liberazione dal superfluo e le Ninfe il gioco e la dolcezza.

 Ri-chiamare il nostro Passato Arcaico ci pone nella Direzione per Raggiungere il Futuro Arcaico. Mary Daly